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Il gatto che si morde la coda (lunga).

gennaio 12, 2010

Considerazioni forti, di quelle che lasciano talmente tanto spazio alla discussione tale da rischiare di vanificare il senso originario del dibattito nascente.
Perchè in fondo credo che le parole di Lanier, siano un tentativo lecito ed apprezzabile di risvegliare quelle coscienze internettiane che troppo spesso si cullano nel proprio sapere libero, nel confine tra comunicazione e tecnologia, nel muro-contro-muro-crossmediatico.

«I blog anonimi, con i loro inutili commenti, gli scherzi frivoli di tanti video» ci hanno tutti ridotti a formichine liete di avere la faccina su Facebook, la battuta su Twitter e la pasquinata firmata “Zorro” sul sito. In realtà questa poltiglia di informazione amorfa rischia di distruggere le idee, il dibattito, la critica.»

«Ai tempi della rivoluzione internet io e i miei collaboratori venivamo sempre irrisi, perché prevedevamo che il web avrebbe potuto dare libera espressione a milioni di individui. Macché, ci dicevano, alla gente piace guardare la tv, non stare davanti a un computer. Quando la rivoluzione c’è stata, però, la creatività è stata uccisa, e il web ha perso la dignità intellettuale. Se volete sapere qualcosa la chiedete a Google, che vi manda a Wikipedia, punto e basta. Altrimenti la gente finisce nella bolla dei siti arrabbiati, degli ultras, dove ascolta solo chi rafforza le sue idee».

Però non puoi considerarlo snob, voltagabbana, traditore: sarebbe troppo semplice. Proprio lui, uno dei guru che chiedeva a gran voce la “rivoluzione” online degli utenti, dei loro contenuti, dei loro pensieri, delle proprie libere espressioni. Ed ora che tutto ciò è sotto gli occhi di tutti? Ci fa la ramanzina? Ci racconta che i nostri contenuti appiattiscono il web-media? Ci dice che questa poltiglia contenutistica ha poco senso ed è solo ripetitiva?

E se il suo fosse solo un esperimento duepuntozero?
Io, personaggio autorevole del web, stimato da tutti e riconosciuto, dichiaro qualcosa che invita alla riflessione esperti entusiasti del web 2.0 e milioni di utenti che cambiano lo status su Facebook, condividono links su twitter; poi aspetto che si creino migliaia di discussioni e sviluppo nel mio piccolo il senso critico dei nativi digitali.

Forse cerca smentite dalla poltiglia, forse cerca solo di capire se gli utenti si pongono problemi di selezione e qualità dei contenuti. Forse ha in testa un progetto interessante.

Ad ogni modo, questo è un gatto che si morde la coda (lunga).

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3 commenti leave one →
  1. gennaio 23, 2010 4:27 pm

    o forse non ha capito che chi vuole fare un utilizzo serio del web 2.0, si cerca i blog, i forum e le persone giuste su facebook twitter eccetera (come mi pare faccia anche tu).

    ma dall’altro lato penso sia indispensabile che ognuno pubblichi quello che vuole sul suo blog, voglio dire, che fastidio da un blog pieno di emerite cazzate? nessuno. a patto che queste non vengano spacciate per cose serie, che è un po’ quello che fanno i politici dall’antica roma in qua, ovvero, dire asinate spacciandole per Vangelo.

    Credo che internet sia uno strumento, peraltro molto utile. basta avere fisso in testa l’obbiettivo da perseguire, e mettersi a spulciare fra i vari siti. Ma come tutti gli strumenti, va usato da chi lo sa usare, e le persone che lo sanno fare ottengono grandi risultati. chi invece si limita ad un utilizzo del web non culturale, non è magari in grado di utilizzarlo al meglio, o forse si, se quello che lui vuole è avere un blog di battute e spam. dipende dai punti di vista.

    se Lanier voleva un web 2.0 culturale, o è un pazzo, oppure voleva semplicemente una versione digitale di un salotto borghese di fine ottocento.

    saluti

  2. Max Trisolino permalink*
    gennaio 23, 2010 6:44 pm

    Quando ho letto “se Lanier voleva un web 2.0 culturale, o è un pazzo, oppure voleva semplicemente una versione digitale di un salotto borghese di fine ottocento” è scattato un applauso spontaneo 🙂

  3. gennaio 24, 2010 4:31 pm

    ma se io penso una cosa la dico…intanto i tuoi commenti sono moderati, quindi decidi tu cosa pubblicare. comunque grazie 😉

    ma cosa intendi di preciso per “un progetto in mente”?

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