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Uffici marketing & Web: una relazione complicata.

agosto 30, 2010

Qualche anno fa siedevo alla scrivania di un ufficio marketing tradizionale. Relazioni con l’agenzia grafica e con quella che curava l’ufficio stampa, rapporti con la divisione commerciale per “coccolare” i clienti, promozioni, campagne pubblicitarie su qualche quotidiano. Insomma, le classiche attività che oggi definiremmo 1.0. Era il 2001 ed ogni tanto (ma proprio ogni tanto), curavo il sito web aziendale statico e poco funzionale: giusto qualche aggiornamento per far felice qualche cliente più esigente e via, si ritornava alle attività ordinarie.

Con il passare degli anni, ho cambiato uffici, scrivanie e responsabili. Poi è arrivato in maniera prepotente lui, il Web, Internet, il www: una catapulta per gli uffici marketing che, soprattutto nella prima fase, hanno faticato a controllare e gestire. Sapete perché lo dico? Perché su quella catapulta ci son passato anche io.

La new economy ha visto manager (per nulla conoscitori del web e delle sue logiche) disegnare strategie e-commerce e di presenze online a dir poco funamoboliche. Ho visto anche web agency provare a “divertirsi” e testare le proprie capacità sulle spalle di aziende poco informate e strutturare per controbattere ed accorgersi di essere al centro di un enorme test.

Per fortuna, grazie ad una serie di avvenimenti decisamente importanti, la generale presa di coscienza del web come un canale di comunicazione, promozione e collaborazione, ha reso la vita degli uffici marketing meno improvvisata.

Ecco allora la scissione degli uffici marketing (e comunicazione) per funzionalità: l’arrivo delle divisioni “digital” o “webmarketing” nelle aziende strutturate. Una divisione per competenze che non avrebbe mai dovuto dimenticarsi di un requisito fondamentale: un dialogo costante tra il marketing tradizionale e quello digitale. Vi sembra una ovvietà? Non è sempre stato così (potrei parlare anche al presente, lo so).

Ogni web agency, in questo processo, ha avuto un ruolo importantissimo: ricordo che il numero di agenzie negli anni successivi al 2000, cresceva in maniera a dir poco spropositata. Era il nuovo business, anzi era il business. Chissà in quanti di voi si son fatti le ossa in agenzie di questo tipo, magari poi scomparse o affossate da un mercato più consapevole e meno spregiudicato (resta inteso che, molte realtà nate in quegli anni, sono sopravvissute eccome; ed oggi sono dei colossi che forniscono servizi di qualità).

Le logiche del “far” marketing nel 2010 sono molto diverse da quelle del 2000: sono cambiate le regole del gioco, la voglia di partecipazione da parte dei consumatori è ormai un dato di fatto, sono variate le competenze dei componenti degli uffici stessi. Però, vi prego, non fatemi più twittare niente del genere.

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One Comment leave one →
  1. agosto 30, 2010 10:22 am

    Idem con patate: ho fatto un percorso professionale molto simile al tuo 😉 #marketingismylife

    Ciao
    Adriano

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