Un pranzo (di lavoro) da sogno.

2010 febbraio 1

L’appuntamento è al Fontana’s Italian, modesto ristorante di impronta tutta italiana che ha una caratteristica non irrilevante: è posizionato a pochi passi dal quartier generale della Apple.

Al tavolo sono seduti: Steve jobs, Eric Schmidt, Jeff Bezos e Mark Zuckerberg. Steve è subito a suo agio, Marc parla al telefono con la fidanzata, Jeff legge il menu dal suo Kindle ed Eric sembra apparentemente stanco. Dopo i saluti, gli ospiti di Steve sono tutti seduti.

[Inizia il pranzo]

Jeff: Allora Steve, perché ci hai chiamati tutti, con questo ridicolo preavviso? Lo sai che abbiamo un sacco di lavoro; dobbiamo correre dietro tecnologie, editori, persone. La vita del manager della vecchia new economy è ormai una tortura.
Steve: Ok ragazzi, scusatemi. So benissimo che abbiamo poco tempo. Però ho qualcosa di importante da dirvi. In questo momento rappresentate, assieme a me, le aziende più all’avanguardia. Anche grazie ai nostri prodotti e le nostre soluzioni, i comportamenti delle persone stanno cambiando.

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Anche il web ha i suoi schieramenti.

2010 gennaio 22
di Max Trisolino

Basta guardarsi attorno, leggere post, thread e discussioni.  A volte, su determinati argomenti,  noi esseri duepuntozero ci troviamo di fronte a veri e propri schieramenti: esattamente come allo stadio durante il derby milanese. E molto spesso ne siamo anche parte attiva.

Esempi semiseri, comparti favorevoli e contrari ai fenomeni che accompagnano la nostra vita digitale e tecnologica: di ieri, oggi e domani.

Amarcord.
C’era chi amava, nel 1999, le intro in flash. E quelli che le odiavano.

C’è posta per te.
C’è chi usa Gmail. E quelli che hanno una mail di Libero dal 2000 e non intendono cambiarla per il resto della web-esistenza.

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Il gatto che si morde la coda (lunga).

2010 gennaio 12
di Max Trisolino

Considerazioni forti, di quelle che lasciano talmente tanto spazio alla discussione tale da rischiare di vanificare il senso originario del dibattito nascente.
Perchè in fondo credo che le parole di Lanier, siano un tentativo lecito ed apprezzabile di risvegliare quelle coscienze internettiane che troppo spesso si cullano nel proprio sapere libero, nel confine tra comunicazione e tecnologia, nel muro-contro-muro-crossmediatico.

«I blog anonimi, con i loro inutili commenti, gli scherzi frivoli di tanti video» ci hanno tutti ridotti a formichine liete di avere la faccina su Facebook, la battuta su Twitter e la pasquinata firmata “Zorro” sul sito. In realtà questa poltiglia di informazione amorfa rischia di distruggere le idee, il dibattito, la critica.»

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Un utilizzo da brividi dei social network: l’ipnosi digitale.

2010 gennaio 4
di Max Trisolino

Incollati al pc per lasciarsi ipnotizzare. Questo è quello che migliaia di persone, questa sera via Facebook e Twitter, si aspettano da Chris Hughes, ipnoterapista inglese. Esperimento lanciato qualche tempo fa e che sembra aver riscosso incredibile successo: siete curiosi? Siete ancora in tempo, basta registrarsi qui: http://www.socialtrance.com

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31/12/2009 – 23:59:59 UTC [Auguri in codice].

2009 dicembre 30
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di Max Trisolino

Volevo solo avvertire i lettori che non pubblicherò alcun post con frasi mirabolanti per augurare a tutti un sereno 2010. Non per originalità, necessità, mancanza di voglia o tempo; solo perchè è un anno che tutti aspettiamo questo atteso orario: 23:59:59 del 31/12/2009. E di parole, quest’anno, ne abbiamo sentite troppe. Auguri silenziosi a tutti.

2009 cose che non ho fatto negli ultimi 365 giorni.

2009 dicembre 24
di Max Trisolino

I bilanci: prassi consolidata di fine anno. Ma avete davvero voglia di leggere il riassunto poco originale e che non assapora di entusiasmo? Ma no, dai.

Allora facciamo così: per augurare a tutti buon Natale ed un sorprendente anno nuovo diverso da quello che ci sta lasciando, scrivo le duemilanove cose che non ho fatto negli ultimi 365 giorni. Inizio con le prime nove:

  1. Non ho guardato la TV: solo un paio di volte, col binocolo.
  2. Non ho smesso di frequentare i Social Network e soprattutto non ho disattivato l’account di Facebook.
  3. Non ho (quasi) mai spento l’iPhone.
  4. Non ho ancora cambiato operatore telefonico, task che ho in agenda da due anni.
  5. Non ho detto grazie a chi, con decisione, mi ha consigliato di riaprire questo blog dopo quasi 5 anni di assenza.
  6. Non ho iniziato a fumare: abitudine che ho da 30 anni.
  7. Non ho fatto un viaggio ai Caraibi, come mi ero ripromesso.
  8. Non sono andato in vacanza ad Agosto: e non perchè voglio fare l’alternativo.
  9. Non ho vinto a WinforLife.

Insomma, è il tripudio delle negazioni: tecnologiche e personali. E ne mancano ancora duemila a questa lista.

Un 2010 che non ci deluderà. Quantomeno proviamoci. Auguri.

Roma nel mio iPhone. Provare per credere.

2009 dicembre 22
di Max Trisolino

Questa volta ci ho provato davvero ed ho mantenuto la mia promessa: provare a visitare una città da turista (e che città, Roma, dalla quale mancavo da diversi anni) senza alcun supporto cartaceo ma con il solo ausilio del mio iPhone.

Alcune considerazioni:

- Mappe della città, della metropolitana e mezzi pubblici possono essere egregiamente sostituite da Google Maps. Il supporto gps, inoltre, ti permette di non sbagliare davvero direzione. Mi è bastato, inoltre, effettuare il download pdf della mappa della metropolitana e degli orari dei mezzi pubblici. Richiamando il file, hai tutte le info non appena ne necessiti.

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Attento a non ammalarti (online).

2009 dicembre 14
di Max Trisolino

Questo è periodo della tanta odiata influenza: quella stagionale, la A, raffreddore, mal di schiena, brividi di freddo.
Ma è anche periodo della nuova “malattia”: la dipendenza da Internet.
Da qualche mese che si sente parlare con insistenza della sindrome del “voglio-stare-sempre-online”: si studia il fenomeno della dipendenza da troppo web, secondo gli esperti esistono parecchi casi clinici.

Ebbene sì, la net-patologia ha un nome: Internet Addiction Disorder (IAD).

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Lettera aperta a Google.

2009 dicembre 10
di Max Trisolino

Cara BigG, lì in California le giornate devono durare più di 24 ore.
Sì, perchè l’ondata di novità, rilasci, labs, idee, semilavorati, applicazioni e tendenze che scopriamo (praticamente) ogni giorno è disarmante. Wave, Social Search, Real Time Search, Goggles, Living Stories. Potrei andare avanti per ore.

Qui in Italia siamo lenti, BigG. Se il tuo mercato di riferimento fosse solo l’Italia, potresti respirare un po’. Siamo poco avvezzi al cambiamento, siamo un popolo dalle abitudini radicate. Però siamo alla moda: dicci che una tua nuova applicazione può esser sfoderata nella migliore occasione mondana ed allora diventiamo improvvisamente all’avanguardia.

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Cara newsletter ti scrivo.

2009 dicembre 5
di Max Trisolino

Non mi iscrivo più alle newsletter. E non ricordo nemmeno l’ultima alla quale mi sono iscritto. Sono l’unico? Oppure questo canale di aggiornamento “perde i colpi”?
Due riflessioni all’ombra di un (milanese) ponte festivo.

Ricordo una lettura molto interessante, che ho recuperato, sul “come funzionano le newsletter che funzionano“; ricordo tantissimi libri, manuali e saggi per diventare il miglior e-mail marketing specialist.

Esiste un vero killer, se è vero che alcuni utenti (come il sottoscritto) sono sempre meno disposti a “concedere” l’iscrizione? Per quanto mi riguarda, ovviamente sì: e parliamo dei feed RSS e dei SN.

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